NATALE
Da Cavallino a Eraclea a Caorle lungo le spiagge del Nordest, tra luci e silenzi,
presepi di sabbia e di ghiaccio, mercatini. E sapori autentici della laguna
Testi di Elena Filini
Non è per il sole. Non è per il mare. Ma per quelle albe che sanno di azzurro e rosa, per l’aria che punge il viso, per gli uccelli che volano padroni del cielo e per l’acqua, ghiacciata e trasparente. L’inverno è la stagione più inaspettata per vivere il litorale veneto, un mondo di silenzi e di vento che sa svelare antiche tradizioni e sapori della memoria. Per questo vale la pena di uscire dai luoghi comuni e puntare a Nordest anche a Natale. Piatti della tradizione e regate Basta spingere la porta di una locanda immersa nel caìgo, la nebbia densa di vapore, per iniziare a mettere insieme frammenti di memoria: da Zanella, a Cavallino-Treporti, il fuoco è acceso, la luce incerta. Nell’aria si mescola il sapore dei cibi di magro, come il risotto di cefalo bosega e cannella, con l’esplosione decisa della cipolla dei bigoli in salsa. Poi il bisato (anguilla) in umido, piatto nobile della tradizione. E infine lo zabaione caldo con i biscottini, uno dei dolci della festa nella Venexia de mar da tempi antichissimi. Nel pomeriggio si va per mercatini, si improvvisa una tombola al villaggio del Natale di Cavallino-Treporti. E con il bavero alzato si arriva al Presepe Lagunare, con più di 400 statue in compensato marino posizionate lungo gli otto chilometri della pista ciclopedonale a sbalzo di via Pordelio, la più lunga d’Europa. Infine le faville augurali del 5 gennaio nella storica festa della Bèroa, la befana che scivola sulle onde nella regata remiera tradizionale per salutare il nuovo anno.
Grandi colossi in sabbia affascinano a Jesolo nella Sand Nativity, il presepe che celebra natura e spiritualità. Per gli appassionati, il JMuseo aprirà le porte alla mostra Franco Fontana – Colors,dedicata al maestro modenese. Infine la natività rivive nel Presepe di ghiaccio, opera straordinaria scolpita da artisti internazionali.
Anche a Eraclea la gastronomia diventa sinonimo di famiglia, tra luci colorate, mercatini e concerti. A Bibione il Natale illumina il Faro di Punta Tagliamento e l’Oasi Val Grande, che si animano di iniziative a partire da I Sentieri del Natale. Il percorso Il Dono della Luce corre lungo la ciclopedonale da via Procione al Faro, accompagnando i visitatori in un viaggio nel tempo grazie alle installazioni artistiche dell’artigiano Emanuele Bertossi e al racconto liberamente ispirato alle storie dell’archivio LuMe, a cura di Irene Biasin, Annalia Boldrin e Martina Casagrande. I Racconti della Val Grande sarà invece dedicato all’esplorazione sensoriale della Valle, una passeggiata immersiva in compagnia di narrazioni sonore scritte da Alessandro Di Pauli e Chiara Signorini del collettivo MateâriuM. E con La Storia Segreta del Natale entra in scena, infine, anche il Bosco Baseleghe.
I sapori sono il filo rosso che anima le feste a Caorle, borgo di incredibile fascino, con la chiesa della Madonna dell’Angelo e la scogliera sul mare. Alle tradizionali casette in legno tra Rio Terrà delle Botteghe, le calle e i campielli, si aggiungono nuovi spazi dedicati alle specialità della cucina caorlotta, mentre nei casoni del Villaggio dei Pescatori (piazza Sant’Antonio) vengono proposti show cooking con pescato fresco abbinato a vitigni autoctoni. E per chi infine volesse ammirare i borghi marinari dal cielo, ecco le mongolfiere in spiaggia, per un breve viaggio ricco di emozioni.
Tratto da “DOVE il tempo del viaggio 2025”
