È stato un breve incontro di confronto quello tenutosi in videoconferenza, ieri mattina (14 aprile 2020), tra i sindaci del Litorale Veneto, per lasciare spazio alle altre riunioni concomitanti del G20s e con la Città Metropolitana di Venezia.

Sono stati due i punti principali di discussione: la riapertura delle attività previste dall’elenco del DPCM nazionale e l’attività di manutenzione delle spiagge. Tematiche lasciate ad ampia interpretazione delle autorità, prendono atto i primi cittadini.

Per quanto riguarda il primo punto, inerente alla riapertura delle attività produttive industriali e commerciali previste dal DPCM del 10 aprile scorso, i sindaci hanno individuato una linea comune di interpretazione.

«Secondo quanto previsto dal comma 12 dell’articolo 2 – suggerisce il presidente della conferenza dei sindaci del Litorale Veneto Pasqualino Codognotto – che recita “Per le attività produttive sospese è ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione. È consentita, previa comunicazione al Prefetto, la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture”, ritengo che con tale dizione le attività sospese possano riaprire previa comunicazione al Prefetto, la quale però deve essere ben contestualizzata e soprattutto ben motivata altrimenti si rischia solo di ingolfare gli uffici della Prefettura. In attesa di risposta possono aprire salvo poi comunicazione contraria».

Nel trattare il secondo punto, più sindaci hanno avanzato le preoccupazioni del comparto balneare in merito alla preparazione delle spiagge.

«Se le disposizioni sono ancora troppo restrittive – riporta il sindaco di Cavallino-Treporti Roberta Nesto – non riusciremo ad avere le spiagge pronte per quando potrà partire la stagione».

«Gli operatori turistici sono preoccupati per i bilanci e le rassicurazioni da dare ai dipendenti – concorda Valerio Zoggia, sindaco di Jesolo –. Tuttavia dobbiamo essere prudenti sulla partenza. Ricordiamo che solitamente la stagione inizia a maggio, per il momento abbiamo ancora un po’ di tempo davanti. Se la riapertura sarà concessa da fine maggio, primi di giugno, avremo il tempo per sistemare le spiagge».

Tenendo comunque come punto fermo che «la ripartenza potrà avvenire solo dopo che ci sarà la sicurezza della salute delle persone», il sindaco Codognotto ha proposto anche qui una linea comune per quelle attività concesse in merito alle manutenzioni sulle spiagge.

«Il punto “r” dell’ordinanza emessa da Zaia stabilisce che “è ammessa l’attività di manutenzione di aree verdi e naturali pubbliche e private, ivi comprese le aree turistiche, incluse le aree in concessione e di pertinenza, quali le spiagge”. Le aziende che vorranno svolgere delle attività non previste da ciò, dovranno fare comunicazione al Prefetto per chiederne autorizzazione».

Tra le operazioni non specificate rientrano appunto tutta una serie di attività, come la sistemazione dei lettini, degli ombrelloni e la manutenzione dei chioschi.